venerdì 9 maggio 2008

frammenti


..con l'avvento delle fotografie digitali (dio benedica loro ma soprattutto il mio diletto photoshop) ci siamo lasciati alle spalle alcune piccole sfumature..

ci siamo persi per strada l'attesa dello sviluppo di una mitica polaroid, che da grigia diventava colorata.. era un po' come guardare un fiore sbocciare, con il lento movimento dei petali che si aprono...

ma soprattutto quel che ci siamo persi è la tangibilità, la materialità in sè della foto.
le prossime generazioni avranno sensazioni di ricordo principalmente attraverso uno schermo, e non toccando con mano la superficie degli album di cartone con i separatori in carta di riso e le pellicole trasparenti copri-fotografia.. o anche quei libretti con le pellicole doppie trasparenti e sottilissime, da cui immancabilmente esce qualche foto non inserita bene, piena di ditate o sgualcita, o al contrario la mancanza di una qualche foto estratta e mai più rimessa al proprio posto.

non so se rendo l'idea, ma anche solo il baciare la foto della più carino/a della classe o il nascondere sotto al cuscino la foto di quel ragazzino/a di cui avevi la cotta giusto per far finta di sentirlo dormire guancia a guancia con te, era un qualcosa di più fisico rispetto alla sola contemplazione tramite cristalli liquidi..
inoltre quella stessa foto a distanza di tempo acquista valore perchè è vissuta, sbiadisce un po' nonostante la conservazione in luoghi riparati.. invecchia un po' con te.
e a distanza di anni vedi sul retro la firma dei tuoi compagni di classe con qualche dedica stupida e/o incomprensibile che ti fa ridere, oppure intravedi il segno delle tue labbra su quella superficie e cominci a sorridere..
Quello che capiterà sempre più raramente di vedere, ad esempio sono i pezzi di fotografie strappate: alcune per un amore finito, altre per censura (mia nonna ha tagliato i pezzi di foto in cui si intravedevano le minigonne-troppo-minigonne di mia mamma!), altre perchè venute male e quindi buffissime (ora facciamo direttamente "erase" dalla fotocamera, o le trasciniamo nel cestino sul desktop).
Grande spunto nel film Il favoloso mondo di Amèlie con l'album di frammenti di fotografie delle macchinette.. molto romantico, molto intrigante.

Concludo questo post nostalgico lasciandovi a un sito interessantissimo, in cui hanno raccolto foto ritrovate qua e là, la cosa che ha colpito me è proprio la pubblicazione di frammenti di fotografia :)
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4 commenti:

Alberto ha detto...

Bellissimo post, una riflessione intelligente in una forma molto affascinante. Brava Marta!
A volte mi chiedo proprio cosa lasceremo ai nostri figli. Mio padre ha alcuni album con le fotografie della sua gioventù: sbiadite, stropicciate, ingiallite... però queste foto, nel loro essere vissute sono ancora qui, dopo 30 anni.
Riusciranno le nostre foto digitali, così immateriali a durare così a lungo? Passeranno indenni attraverso le rotture degli HD, gli smarrimenti dei CD, i cambiamenti nei formati di archiviazione? Personalmente credo proprio di no. Quindi, sbizzariamoci con pixel e Photoshop, ma qualche volta forse vale la pena di ri-materializzare qualche foto, anche solo per lasciarla in una scatola o in un cassetto.

Stefano ha detto...

Guarda che ti sbagli, ci può essere ancora il contatto fisico. Per esempio, sul mio schermo del pc posso vedere stampata nitidamente l'orma delle mie labbra, che mi riportano a chissà quali ricordi ed emozioni...

ah no, forse è quando ho mangiato le patatine ieri...

martymanny ha detto...

hahah stiv!!!

grazie alberto ;)

cate-cate ha detto...

ma quale perversione avevi tu con le foto che non facevi altro che limonartele??